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Progetto di finanza Engie: chi ci guadagna e cosa

L’amministrazione Cozzolino ha annunciato attraverso l’assessore Perrone (stranamente assente insieme all’assessore Savignani nella delibera  oggetto della nostra discussione) di aver deliberato in giunta la pubblica utilità della proposta di Engie Spa utilizzando lo strumento del progetto di finanza previsto dal codice degli appalti.
In poche parole, si è deciso di privatizzare il servizio senza una valutazione di pubblica convenienza oltre che politica. Se vi è stata, non sono noti gli spazi di condivisione, gli attori, i metodi e i criteri di tale valutazione.

La concessione del servizio prevede la riqualificazione energetica, manutenzione, gestione e conduzione degli impianti elettrici e termici degli edifici comunali  e della pubblica illuminazione .

Da cittadini osservatori e attenti alla gestione della cosa pubblica del proprio territorio valutiamo negativamente tale atto nel merito e nel metodo.

Tale scelta infatti se da un lato va incontro al rispetto per  l’ambiente e quello di rendere energeticamente efficienti gli impianti, dall’altro contravviene il programma elettorale  che alla voce Società Comunali prevede al punto 3 “L’affidamento alla Holding cittadina di ulteriori servizi attualmente appaltati a terzi” che insieme al punto 4  avrebbero potuto aumentare la produttività delle partecipate con garanzia di ridurre quindi il carico contributivo per i cittadini.

Meno di un anno fa, quando il nome di Engie circolava già nelle stanze del Pincio, partecipando in una riunione di una sottocommissione come attivisti iscritti al blog di Beppe Grillo, abbiamo ovviamente ricordato a rappresentanti della giunta e consiglieri della maggioranza tale parte di programma elettorale e proposto soluzioni in linea con esso. Soluzioni già adottate per le partecipate di alcuni  comuni virtuosi, basate su progetti rivolti a flessibilità e riconversione professionale del personale in forza alle partecipate stesse nonché sulle opportunità imprenditoriali e fiscali previste per gli investimenti destinati al risparmio ed efficienza energetica. Purtroppo il nostro appello è stato del tutto ignorato. La voce di un cittadino non ha lo stesso volume di quella di un amministratore delegato di Engie.

Inoltre sottolineiamo che Beppe Grillo da tempo ha editato sul proprio blog ( http://www.beppegrillo.it/2012/03/passaparola_la_1.html ) a propria firma i rischi derivanti dall’uso del Progetto di finanza (PF)   riportando in quel caso le riflessioni di Ivan Cicconi  direttore dell’istituto nazionale per la trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale (ITACA) in riferimento alle grandi opere.

Stranamente infatti nel nostro caso sono stati accorpati i servizi per la pubblica illuminazione, per un valore annuo di circa 250.000 euro (per i quali vige l’obbligo dell’affido al mercato libero) con quelli di gestione, riqualificazione energetica e conduzione degli impianti tecnologici degli edifici del comune (circa 850.000 euro all’anno). Questi ultimi invece sono suscettibili di poter essere gestiti in house, direttamente quindi dagli enti locali attraverso le partecipate.

Quello che non ci convince, oltre a quest’ultimo punto ed altri aspetti che per motivi di sintesi omettiamo, è la motivazione avanzata dall’assessore Perrone per conto dell’amministrazione: non abbiamo i due milioni per l’investimento per l’efficientamento energetico.
Quindi “l’affare” per i cittadini civitavecchiesi sarebbe: avere 2 milioni subito, in cambio di un canone annuo stimato di 1.3 mln di euro IVA inclusa per i prossimi 20 anni.  Nella convenzione non sono inclusi ampliamenti e installazione di nuovi impianti. Il canone annuo invece è soggetto a revisione annuale da parte del privato secondo parametri e fattori a proprio uso e consumo non gestibili da parte del comune. Ribadiamo anche che è scorretto propagandare che i servizi offerti dal privato sono a costo zero per il cittadino in quanto l’investimento attuato dal privato concessionario ritorna attraverso il canone annuale previsto in convenzione che è pagato sempre dal contribuente.

Con queste premesse, senza il bisogno di demonizzare lo strumento del progetto di finanza, appare chiara la convenienza di gestire la questione in modo conforme al programma elettorale determinando quindi oltre agli effettivi risparmi energetici anche quelli finanziari per le casse del comune e quindi per il cittadino contribuente.

Questo atto di giunta invece, se avallato dal consiglio comunale, condannerà ancora una volta  e per i prossimi 20 anni il cittadino civitavecchiese ad un’altra servitù contrattuale con la certezza di continuare a subire una pressione contributiva già oggi asfissiante, senza la possibilità di usufruire di strumenti in regime concorrenziale e soprattutto la possibilità di avere competenze interne in grado di gestire le dinamiche del mercato energetico e delle innovazioni tecnologiche impiantistiche.

L’amministrazione mostra uno strabismo politico strategico sulla gestione delle partecipate non rassicurante per le tasche del cittadino. Pertanto si chiede chiarezza ai consiglieri di maggioranza.
Noi cittadini abbiamo votato un  programma elettorale e chiediamo di rispettarlo.
Vorremmo che  la politica dei programmi elettorali usa e getta dopo le elezioni fosse solo un ricordo.

Civitavecchia in Movimento

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